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Conferenza Milan-Lazio, Conceicao: “Reijnders, Pulisic e Felix: vi spiego tutto”

Conferenza Stampa LIVE Sergio Conceicao AC Milan Milan-Lazio Serie A 2024-2025
Sergio Conceicao, allenatore rossonero, presenta in conferenza stampa a Milanello i temi principali di Milan-Lazio di domani in campionato
Stefano Bressi Redattore 

+++ MILAN-LAZIO: LA CONFERENZA DI CONCEICAO LIVE +++

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Amici di 'PianetaMilan.it', benvenuti a Milanello, dove tra poco, alle 13:30, andrà in scena la conferenza stampa di Sergio Conceicao, allenatore rossonero, alla vigilia di Milan-Lazio, partita valida per la 27^ giornata della Serie A 2024-2025. Restate con noi, dunque, per il LIVE testuale della conferenza del tecnico portoghese. Qui tutte le dichiarazioni in diretta!

02/03/2025 - 20:45
MILAN
LAZIO

Termina qui la conferenza stampa.

Se voleva una domanda: "Che la mia amarezza quando le cose non vanno bene, siccome non ci sto a perdere, è la stessa angoscia dei tifosi. Qualche sfogo o cose a fine partita, è collegata a questa voglia di vincere e far bene qua".

Se pensa di cambiare modulo o no: "Per il tempo che ho a disposizione, fino a domani, perché dopo avremo tempo. Vogliamo lavorare sulla dinamica. A volte costruire a tre significa tre centrali, ma non è così. A volte giocheremo con modulo diverso. Da lunedì avremo modo di fare tanto. In passato ho giocato con tanti moduli, sempre con dinamica in cui i giocatori si devono sentire sicuri con e senza palla. Dove dobbiamo pressare, con chi dobbiamo pressare... Si lavora tutto in campo, ma sicuramente lavorerò, se avrò tempo perché per gli allenatori è così che sono sempre in discussione".

Sulle parole di Rafa Leao dopo Bologna sul gioco a palla lunga: "Forse non si è spiegato bene. Quando avevamo la palla bassa, con il Bologna che fa marcatura a uomo ovunque, dovevamo sfruttare la situazione di spazi nella loro metà campo, attirando giocatori e sfruttando la palla alta. Però sono alcuni momenti di gioco. Poi con palla a centrocampo chiedevamo altro. Lui parlava del momento del gol. Così come i momenti dei calci d'angolo. Lavoriamo su questo. Però non è che vogliamo sempre la palla lunga. Ha parlato di un momento specifico del gioco".

Come mai una differenza così grande di prestazione tra Torino e Bologna: "Anche il primo tempo col Bologna è stato equilibrato, ma sono partite diverse. Col Bologna abbiamo tirato fuori molto. Volevamo fare meglio. La nostra stagione inizia dopo la Lazio, finalmente possiamo lavorare bene".

Sulla Lazio e un ricordo: "L'essere umano è pieno di ricordi, è normale. Anche se i miei genitori fossero stati a giocare per la Lazio avrei voluto vincere. Bei ricordi, ringrazio tutti, ma è il passato e domani sarà un avversario. Come gli altri. Sarà una partita difficile. Hanno ambizioni, sono davanti, vogliono arrivare quarti e sono in Europa League. Baroni sta facendo lavoro di qualità. Ha iniziato ad allenare quando sono arrivato in Italia e ha un percorso di esperienza, con più di 400 partite, mi piace studiare anche gli allenatori e complimenti a lui per l'ottimo lavoro".

Al Nantes aveva ribaltato la squadra in corso, cosa è cambiato: "Momenti e squadre diverse. Non è facile entrare in corsa, ma due volte l'ho fatto ed è andata bene. Qui è tutto diverso, anche l'ambiente".

Su Joao Felix: "Fa parte della strategia lasciare fuori qualcuno. Col Bologna pensavo che potesse essere utile dopo, non dipendeva da lui. È molto bravo tra le linee. A volte si sposta in zone in cui non deve, abbiamo bisogno di una seconda punta. Stiamo lavorando e correggendo. L'importante è che accetta che deve ogni giorno imparare qualcosa, ma deve essere più decisivo. Ha le qualità per esserlo, deve stare più vicino alla porta. Deve fare assist o tiri, facendo la differenza. Stiamo lavorando con lui, come con altri".

Sul calo di Reijnders e Pulisic: "Penso che Reijnders stia facendo bene, ha fatto anche gol a Torino, abbiamo analizzato la partita e lui era sempre stato molto presente. Sta giocando più basso, ma ha la libertà di andare avanti ed è ciò che voglio e si inserisce tanto. Sono tutti che possono dare di più, anche io. Reijnders sta facendo il suo lavoro. Pulisic è diverso. La mattina di Bologna il dottore mi ha detto che non poteva giocare, avevamo preparato la partita con lui. Quindi ho dovuto inserire Musah a destra, Joao Felix non doveva partire titolare. Pulisic ha un piccolo problema e dobbiamo gestirlo, si vede anche dalla sua freschezza".

Cosa manca per ritrovare la voglia di Riyadh e se tutti stanno dando il 100%: "Provo a spiegarmi. Il preparatore fisico è arrivato da  me e mi ha detto che ci sono dati che ci dicono che hanno lavorato al 100%. Però quello che ha dato finora. Io cerco il 120-130%. Bisogna andare oltre. Se vogliamo giocare in un certo modo, ci sono cambi di ritmo, accelerazioni... Anche a Riyadh non è stato tutto bello. Il risultato sì, ma il gol con la Juventus nasce con un autogol. Lì andata tutto bene, ora va male".

Perché i ragazzi in campo non lo seguono e sono spenti: "Sinceramente, a volte magari non vedete, ma ho visto cose positive. Abbiamo preso un gol che per me non ci sta. L'ho visto diecimila volte, ma c'è un fallo. Non dobbiamo aggrapparci a quello, perché non possiamo controllarlo. Dopo quell'episodio non siamo stati all'altezza. C'è tutta un'atmosfera per cui ci serve equilibrio. Ci sono stati momenti, anche sull'1-1, in cui potevamo fare il 2-1. Poi un altro episodio, che ho visto subito, che era fuori la palla. Poi bisognava stare più attenti, ma stiamo lavorando su ciò che possiamo controllare. Sul resto dobbiamo sperare che le cose girino".

Cosa si aspetta per il finale stagione considerando che si gioca solo il campionato: "Per l'esperienza che ho, ho chiesto ai ragazzi di lavorare bene e capire cosa chiediamo. Chi ha giocato a Bologna ha fatto più lavoro di recupero. Domani andiamo sul campo per preparare la partita. Tutti i giorni dobbiamo dare il massimo e pensiamo solo alla prossima partita. Non dobbiamo pensare al futuro con una partita così importante".

Perché la squadra non ha assorbito la sua mentalità e l'orgoglio: "Io sono abituato a vincere e sono qui per trasmettere questo. Nessuno mi ha dato niente. Ho conquistato tutto con lo sforzo. Ho vinto come calciatore e allenatore, i miei migliori anni li ho passati qui. Per me era un sogno tornare in Italia e ora sono qui e ci metto tutto. In una grandissima squadra, storica di nome, ma siamo in altri tempi. Una volta per il Milan la Champions League era un obiettivo e la vincevano, con altre situazioni. La mentalità capisco che sia la stessa per i tifosi. Al di là di chi è qui, l'importante è vincere. Ogni persona ha il proprio carattere. Non voglio dire che una persona che magari non parla tanto non ha voglia di vincere. Siamo tutti qui per vincere e cambiare, altrimenti siamo masochisti".

Se i giocatori hanno lo stesso fuoco che ha lui: "Il mio lavoro è passare questo e portare questo ambiente in spogliatoio. Rientra tra ciò che controlliamo insieme al lavoro sul campo. Ci credo davvero. Un titolo che potevamo conquistare l'abbiamo conquistato. Possiamo svalorizzarlo, ma per me è importante. Ne abbiamo ancora uno, sono quattro squadre possono vincere la Coppa Italia e noi possiamo. Dobbiamo migliorare in alcuni momenti del gioco. Anche mentalmente dobbiamo migliorare. Dobbiamo essere al 1000% dal primo all'ultimo secondo. Se pensate a ciò che è successo da Zagabria in poi, i gol subiti sono strani. Di solito succede una volta in stagione. Questo ciclo negativo passerà".

Come si reagisce: "Vincere, vincere, vincere, vincere. Non perdere, vincere. È quello che vogliamo noi. Sappiamo il momento, siamo coscienti di ciò che è accaduto. Per errori nostri e di qualcuno che non possiamo controllare. Alla fine risultato negativo. Ciò che possiamo dire è che crediamo che in momenti di piccola sfortuna dobbiamo lavorare su ciò che facciamo. Portare risultati, non c'è altra via".

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