la storia

Le maglie del Milan – Stagione 1988/89: Mediolanum e il trio olandese

Maglia Milan stagione 1988-89: il trio olandese Gullit, Van Basten, Rijkaard
Quando gli anni 80 stanno per terminare, ecco che il Milan decide di tornare a prendersi la Coppa Campioni dopo vent’anni. Berlusconi mette a disposizione di Sacchi il trio olandese. Le maglie rossonere con sponsor Mediolanum faranno la storia.

Redazione

“Cosa resterà di questi anni 80” cantava Raf al Festival di Sanremo 1989. In questo periodo nella Milano da bere si alternano Yuppies in giacca e cravatta, Paninari dai colori pastello e il Moncler, Punk con le giacche di pelle, ragazze con i pattini. E poi Rockabilly, Skin-heads, Dark, Cinesi, Metallari: Milano pullula di sub-culture giovanili. San Siro è un cantiere, in vista del mondiale di Italia 90.

L'Olanda ha appena vinto l'Europeo con quella conclusione di Van Basten che è secondo molti il più bel goal della storia del calcio. È uno dei colpi che gli vale il Pallone d'oro 1988, prendendo il testimone dal suo compagno di nazionale e di club: Ruud Gullit. Entrambi hanno vinto anche lo scudetto col Milan, alla prima di Arrigo Sacchi da allenatore del Diavolo. Il presidente Berlusconi in estate ha preparato un altro colpo: approfittando del nuovo regolamento che permette 3 stranieri in squadra invece che 2, completa il trio olandese con l’acquisto di Frank Rijkaard.

La Maglia storica AC Milan del 1988/89 sfoggia orgogliosamente lo scudetto conquistato nella stagione precedente e per il secondo anno lo sponsor sul petto dei giocatori è Mediolanum: compagnia d'assicurazione riconducibile al gruppo Fininvest dello stesso Berlusconi.

Il primo sponsor ufficiale sulle maglie rossonere era comparso nel 1981 con Pooh Jeans, marchio italiano all’avanguardia dal punto di vista del co-branding e delle campagne pubblicitarie negli anni 80, ideato dai fratelli Castelletti. Si alterneranno successivamente sul petto dei giocatori rossoneri i marchi Hitachi, olio Cuore, Retequattro, Oscar Mondadori e Fotorex U-Bix (del gruppo Olivetti).

Come nella , il Milan campione d’Italia in carica decide fin dai primi mesi che il suo obiettivo prioritario non è lo Scudetto. Pietro Paolo Virdis parte subito forte in campionato segnando 4 goal nelle prime due gare. Anche la difesa formata da Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini sembra impenetrabile, fino alla sfida con l’Atalanta persa 2-1 in casa. Una settimana dopo, nella bolgia del San Paolo, è Maradona il protagonista del 4-1 rifilato al Diavolo. Il goal di Serena nel derby che vale l’1-0 serve all’Inter per distanziare i rossoneri di 7 lunghezze e restare in vetta.

La sconfitta in casa del Cesena nel gennaio del 1989 è l’ultima partita persa dal Milan in questa stagione; segue una striscia di 22 risultati utili che determina il 3º posto in campionato per il Mílan a fine stagione. I cugini dell’Inter vinceranno lo scudetto dei record guidati da Trapattoni mentre la Sampdoria di Mancini e Vialli alzeranno la Coppa Italia, vinta in finale contro il Napoli.

Come detto in precedenza il Milan ha un altro obiettivo. In Europa infatti è letale. Nella prima serata europea a San Siro Van Basten segna 4 reti al Vitoša Sofia, ne segnerà altre 6 nelle successive 8 gare incoronandosi capocannoniere della Coppa dei Campioni. È il miglior marcatore del Milan (19 reti) anche in campionato, dove solo Serena fa meglio di lui con 22 gol.Il capitano Franco Baresi è invece l’uomo imprescindibile del Milan di Sacchi, arrivando a giocare 50 partite tra campionato e coppe.

Con la divisa casalinga, tra le mura di San Siro, il Milan schianterà nella semifinale di ritorno il Real Madrid di Butragueño. È Carlo Ancelotti ad aprire le marcature, poi va a segno tutto il trio olandese e sigilla Roberto Donadoni. In finale però, le maglie rossonere lasciano spazio all’abito bianco, quello delle finali europee.

Forse il migliore Milan della storia, sicuramente il più simbolico. Una maglia leggendaria che non può mancare nella collezione rossonera (di Luca Rapetti)

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