Cesc Fabregas, allenatore biancoblu, ha parlato in conferenza stampa al termine di Milan-Como, partita della 29^ giornata della Serie A 2024-2025 che si è svolta allo stadio 'Giuseppe Meazza' di San Siro, a Milano. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.


CONFERENZA
Milan-Como, Fabregas: “Non era fuorigioco di Da Cunha”
Se per com'è andata la partita aumenta il rimpianto: "Prima di tutto voglio discolparmi per il gesto fatto all'arbitro. Non mi piace che mi vedano aver fatto questo. L'educazione va sempre rispettata, ho sbagliato e chiedo scusa. Abbiamo giocato con coraggio, ma spesso l'ho detto dopo le partite. Che devo dire di più, grande partita. Cosa possiamo fare di più a San Siro contro il Milan, siamo il Como e non si vede spesso. Non lo devo dire io, dovete farlo risaltare io. Chiamatemi perdente, ma se devo perdere perdo così. Hanno talento loro, ma noi abbiamo tutto: tattica, posizionamento, gioco di squadra. Non siamo dove meriteremmo. Per il futuro vedo un potenziale incredibile. Nel futuro vinciamo sicuro".
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Sul fuorigioco millimetrico: "Non è fuorigioco. Fermano la palla quando vogliono. Fermano la palla quando è già partita. Tre millisecondi prima non è fuorigioco. Il fuorigioco semiautomatico sbaglia, oggi è una di quelle volte. La palla era già partita quando fermano. È successo spesso contro di noi. Il calcio qualcosa indietro deve ridarti, mai vissuta una stagione così".
Come stava Dele Alli: "L'espulsione è chiarissima. Brutta entrata da vedere. Volevo mettere Sergi Roberto, poi ho pensato che Dele Alli aveva fatto tanti gol in carriera, che magari fosse il suo momento. Ha sbagliato e lo sa, ci ha lasciato in dieci mentre potevamo fare il 2-2. La cosa più negativa di oggi".
Sulle voci sul Milan per lui: "Prossima domanda".
Sui problemi difensivi e gli infortuni: "Non ha aiutato. Ho dovuto mettere due difensori, mentre magari dovevo mettere altri tipi di giocatori. Però è stata la partita che è stata, di livello alto. Contro una squadra di Champions League, in casa loro".
Su Da Cunha: "Sono molto esigente con i miei giocatori, soprattutto con Nico Paz, che non avrà mai un allenatore più esigente. Dico sempre che deve fare di più, ma oggi ha fatto una grandissima partita. Da Cunha non è una sorpresa, guardando tutta la scorsa stagione. Io giocherei con undici Da Cunha, è di livello altissimo e sottovalutatissimo. Farà una grandissima carriera e da centrocampista è difficile. Capisce tutto al volo e posso solo dirgli bravo. Ha solo 23 anni".
Sul presidente del Como che ha detto che non lo lascia andare: "Sì, mi manca ancora tantissimo per essere un grande allenatore. Io voglio diventare il migliore al mondo, è la mia mentalità. Per farlo devo lavorare tanto. La squadra e vedere come gioca mi dà forza. Non è solo oggi, manca qualcosa, ma è parte del processo. Però vinceremo tanto in futuro, imparando da questi momenti. Quando sono arrivato qui due anni fa era già molto diverso. Lavoro tutti i giorni di continuo per essere il più forte e crescere. Quando andrò via, si vedrà. Però per lavoro e mentalità non cambierà. Ciò che si perde oggi sarà la vittoria di domani".
Sulle scelte tattiche: "Cutrone ha fatto una grandissima gara, ha attaccato la profondità. Poteva fare scelte migliori in alcune situazioni. Aver messo un attaccante in più è stato dovuto al fatto che a Venezia era mancato qualcosa. E gli altri non erano al meglio".
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