"Vado più in là e allargo il discorso a tutta la rosa, non solamente a chi è arrivato in questa stagione. Ne salvo solo due, Pulisic e Reijnders. Tutti gli altri, per un motivo o per l’altro, hanno reso sotto la sufficienza. Al di là del valore del singolo giocatore, mi pare che al Milan il problema sia stato innanzitutto l’atteggiamento generale. Quante volte abbiamo visto un calciatore perdere palla e non rientrare? E quante, invece, inseguire con voglia l’avversario, con la bava alla bocca perché si intuisce una situazione di pericolo per la squadra?".
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"Beh, hanno reso e stanno rendendo quanto ci si aspetterebbe dal loro potenziale? Di sicuro no. Poi c’è da capire il perché. Si erano auto-esaltati prima o si sono depressi ora? La mia impressione è che negli anni precedenti avevano in società e in panchina persone in grado di toccare le corde giuste per fare loro rendere di più. Mentre oggi no...".
Su cosa si augura per il futuro del Milan
"Riassumo la mia speranza in una sola frase: meno intelligenza artificiale, più occhio umano. Io mi auguro che al Milan lavorino sempre più persone di calcio, in grado di riconoscere i talenti e poi farli crescere nelle loro caratteristiche. Perché i dati possono aiutare, ma non spiegano tutto e soprattutto non formano da soli le grandi squadre". LEGGI ANCHE: Calciomercato Milan, Ancelotti: voci di ritorno! Con lui un super bomber>>>
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