"Mi ricorda quella del Chelsea, un’altra squadra che in questo momento è... un enigma". Così Ruud Gullit, leggenda ed ex calciatore del Milan, ha parlato della stagione rossonera in una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport'. Ecco il suo parere: "Sinceramente non ho capito che tipo di calcio voglia fare il Milan. Secondo me non ha trovato la direzione giusta: sulla carta la rosa è forte, soprattutto dopo il mercato di gennaio, e la vittoria della Supercoppa italiana, sembrava aver risolto tutti i problemi. Invece non è stato così: quell’affermazione in Arabia Saudita non ha trasmesso una reale sicurezza al gruppo e non c’è stato un miglioramento importante rispetto alla prima parte della stagione".


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Milan, Gullit: “Fai come il Psg! Senza Champions un disastro”
Milan, Gullit: "Che calcio si vuole fare? Fai come il PSG!". Sul DNA e l'allenatore...
—"Come ha fatto il Psg, quando ha smesso di comprare stelle, ha preso un allenatore, Luis Enrique, con una filosofia di gioco brillante e ha valorizzato il settore giovanile. Un altro esempio è il Liverpool che ha sostituito Klopp con un tecnico con la stessa filosofia e Slot sta vincendo la Premier. Il Milan ha bisogno di ritrovare le proprie radici, il proprio DNA. Il successo non si può comprare, ma va cercato con il lavoro e le scelte giuste".
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Se serve un allenatore come Conte o Allegri
—"Non so chi sia la scelta giusta. Ciò che conta è assumere un allenatore che si adatti all’identità del club, qualunque essa sia. L’Inter, ad esempio, ha una sua filosofia e un sistema di gioco chiaro, un tecnico che lo mette in pratica alla perfezione ed elementi adatti al 3-5-2. Il Milan deve riscoprire il proprio DNA e trovare un indirizzo a livello dirigenziale prima ancora di pensare al manager giusto".
Su Reijnders
—"Le sue ultime stagioni sono state incredibili ed è un giocatore che ci sta esaltando. Lo conosco dai tempi delle giovanili all’Az Alkmaar e sono molto orgoglioso dei progressi che ha fatto. È diventato un top a livello mondiale segnando tanti gol e giocando alla grande con continuità".
Gullit su Napoli-Milan del 1988
—"È stata una grande avventura perché non ero mai stato a Napoli nella mia vita. Il sabato, prima della partenza, ero perplesso perché noi giocatori e lo staff tecnico eravamo su un aereo, mentre su un altro più piccolo c’erano diversi addetti alla sicurezza e... il cibo. Arrivati al Jolly Hotel di Napoli, occupammo tutto l’ultimo piano, blindato dalle nostre guardie del corpo e solo loro potevano avvicinarsi al cibo che veniva cucinato dai cuochi che erano partiti con noi. C’era la paura che qualcuno potesse mangiare qualcosa di non buono e poi non potesse giocare".
Sul duello con Maradona
—"Sfidare un fuoriclasse come lui era elettrizzante: Diego era un campione pazzesco. Fu eccezionale anche il pubblico napoletano che dopo quel successo ci applaudì. Davvero indimenticabile".
Un Milan senza Champions?
—"Sarebbe un disastro. I rossoneri sono indietro e la loro rincorsa sarà dura, ma devono dare il massimo. Ce la possono ancora fare". LEGGI ANCHE: Calciomercato Milan, rivoluzione in difesa? Cessione per un colpo importante>>>
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