Lucas Biglia, attuale allenatore dell'Under 17 dell'US Aldini, ha giocato in Serie A con la maglia della Lazio prima (2013-2017) e con quella del Milan poi (2017-2020). Chi meglio di lui, dunque, per presentare Milan-Lazio, partita della 27^ giornata di campionato in programma stasera alle ore 20:45 a 'San Siro'? Ecco alcune suue dichiarazioni, in esclusiva, a 'La Gazzetta dello Sport'.


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—Sui suoi trascorsi con la Lazio: «Sono stati i miei migliori anni in Italia. Venivo dall’Anderlecht e a Roma mi sono trovato benissimo con Petkovic, Reja, Pioli e Inzaghi. Pioli l’ho avuto anche al Milan, ma solo l’ultimo anno».
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Sull'essere andato vicino alla vittoria nella Capitale: «Purtroppo però non ci siamo riusciti. Abbiamo perso due volte la Coppa Italia e una la Supercoppa Italiana, sempre in finale con la Juventus: avevamo una bella squadra e io ho indossato anche la fascia da capitano».
Sul calcio di Marco Baroni nella Lazio: «Arrivare dopo Inzaghi e Sarri non è semplice, ma lui è stato bravo a trasmettere un calcio propositivo, anche a costo di correre dei rischi. Ha in rosa elementi che non trovavano spazio in altri club ed è stato bravo a rilanciarli».
Su Nicolò Rovella, che gioca nello stesso ruolo che ha ricoperto lui da calciatore:«Rovella è più dinamico di me, ha grande qualità, tempo di gioco e abilità a trovare gli spazi dove ricevere. Sta dimostrando di essere da Nazionale».
Su Valentín 'Taty' Castellanos, attaccante della Lazio e suo connazionale: «La sua assenza a San Siro sarà pesante perché sta facendo una bella stagione e ha meritato la convocazione in Nazionale. Il Taty è un attaccante che può farti male in qualsiasi momento».
"Quando sono arrivato al Milan non si capiva niente. Poi ..."
—Sull'esperienza non troppo soddisfacente nel Milan: «Mi spiace non essere riuscito a dimostrare quello che volevo perché il club aveva fatto un investimento importante per me. Il secondo anno era iniziato bene, ma ho avuto un infortunio che mi ha tenuto fuori 4 mesi. Con il Milan mi sento in debito».
Su cosa non ha funzionato in maglia rossonera: «Quando sono arrivato, la società era di proprietà cinese. L’era Berlusconi era finita da poco e... non si capiva niente. Il secondo anno con Elliott e Leonardo-Maldini come dirigenti le cose sono migliorate e il processo è continuato quando c’erano Boban e poi Massara. Anche se non c’ero più, lo Scudetto e l’approdo in semifinale di Champions sono state la logica conseguenza di cose fatte bene. I calciatori hanno bisogno di sostegno».
Sul fatto di aspettarsi un Milan così in crisi: «Vista la qualità della rosa, no. Nel calcio non conta solo ciò che fai sul campo: i risultati sono influenzati anche dal lavoro della società. E nel Milan tanti non stanno rendendo come potrebbero non solo per colpa loro».
"Tutti si aspettano troppo da Maignan, Theo e Leão: vi spiego perché"
—Su Theo Hernández e Rafael Leão, protagonisti dello Scudetto 2022 e oggi deludenti, che ha avuto come compagni nella stagione 2019-2020, più Mike Maignan: «Sono tre campioni, ma tutti si aspettano troppo da loro. Nelle carriere dei calciatori ci sono momenti negativi e capita che le cose non girino nel verso giusto per mille motivi».
Su che Milan-Lazio sarà stasera: «I rossoneri arrivano da un periodo difficile e non sono riusciti ad avere continuità di risultati. Vista la classifica, il Milan avrà grande pressione, ma Conceição è bravo e non è abituato a mollare. La Lazio invece ha avuto un cammino più regolare e psicologicamente sta meglio».
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