"La premessa del confronto non ha chiaramente riguardato aspetti tecnici né tantomeno tattici. Non si è parlato delle più che lecite richieste di sacrificio in fase difensivo da parte dell’allenatore, né della scarsa propensione naturale di Leao ad ottemperare a quel tipo di compito. Tutt’altro".
Longari: "L'addio al Milan non è nei programmi di Leao"
—"Il punto di partenza del dialogo ha riguardato i programmi dell’una e dell’altra parte. Momento chiave nel quale da un versante il club rossonero ha confermato la totale fiducia nei confronti di Leao oltre alla volontà di tenerselo stretto anche a lunga gittata. E dall’altro chi rappresenta l’attaccante ha sposato il programma della società. Specificando come un addio al Milan non sia nei suoi programmi. Tutt’altro.
Dalla condivisione de fine ultimo ha preso il via il piano d’azione che le due parti hanno condiviso. Confermando lo stato di feeling e dialogo preesistente. Entrando nel merito, la società ha preso coscienza della necessità di intervento dell’intero triumvirato composto da Ibrahimovic, Furlani e Moncada".
"Le parti in causa si stanno di conseguenza adoperando in prima persona per iniziare a costruire dalle basi un indispensabile rapporto tra allenatore e giocatore. Aspetto in controtendenza con le scelte di inizio stagione, che erano state invece quelle di lasciare ai due protagonisti la gestione del loro filo diretto. Si lavorerà in maniera congiunta e con il supporto attivo della società, per evitare campagne mediatiche avverse e destabilizzanti nei confronti del giocatore. Da parte sua, Leao ha deciso di sposare in toto la linea del silenzio e del sudore. Minore utilizzo dei social network, aumento del lavoro specifico ed individuale oltre a quello già svolto insieme al gruppo squadra. E nessuna intenzione di cavalcare le sirene e le ipotesi di un addio realisticamente difficile da prendere in considerazione, soprattutto nell’immediato".
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