La rivolta del popolo
—All'annuncio, non del Milan ci teniamo a sottolineare, che Fonseca parrebbe ormai vicinissimo a sedere sulla panchina rossonera si è scatenato un putiferio, in particolar modo sui social. Una rivolta non certamente contro il tecnico portoghese, ma con obiettivo la dirigenza del Diavolo, rea di non ambire a grandi traguardi, come abbiamo potuto assistere anche a San Siro. In molti hanno poi evidenziato l'ipotetico ingaggio che riceverebbe Fonseca, ovvero 2,5 milioni di euro, una cifra ritenuta certamente non all'altezza di un allenatore che sta per allenare il Milan, mica una squadra qualunque.
Ecco dunque l'isterismo di massa, identico a quello visto con Julen Lopetegui. Dal Milan tutto tace e i tifosi si affidano a ciò che leggono e sentono, se poi ci si mette anche Zlatan Ibrahimovic con i suoi post social enigmatici (o semplicemente ironici?) allora il popolo non può che aizzarsi.
Ci vuole calma
—In una situazione del genere non ci vuole che calma. Dalla società rossonera non è giunto alcun tipo di comunicato e non ci resta che attendere. Quello dell'allenatore, Fonseca o chi per lui, è solo il primo di tanti tasselli che dovranno essere inseriti lungo tutta l'estate. La squadra, in particolare, non necessità di stravolgimenti ma di qualche operazione accurata. In primis un attaccante di valore, poi un centrocampista difensivo e infine un difensore centrale di spessore. Ci vuole calma e un comunicato ufficiale, lo ripetiamo, poiché anche se arrivasse Fonseca, o Conte, o Klopp, sarebbe comunque il campo il giudice ultimo. LEGGI ANCHE: Dal Milan al Bayern, in panchina si scommette: quanti i big scartati…
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