Un brutto Milan vince e conquista, dopo tanto tempo, due vittorie di fila in campionato. Sembra assurdo, ma purtroppo è così. I rossoneri di Sergio Conceicao superano il Verona per 1-0, grazie a un gol, il secondo in Serie A, di Santiago Gimenez. Tuttavia, per 75 minuti, i tifosi del Diavolo hanno assistito a una prestazione che induceva al più classico degli 0-0: poche idee di gioco, tanti tiri dalla distanza e quella sensazione che la squadra allenata da Paolo Zanetti sarebbe riuscita a strappare un buon punto per la propria classifica. Alla fine, e come succede da diversi mesi a questa parte, a far vincere il Milan è stata la qualità dei singoli. La triangolazione tra Leao e Jimenez è di alta caratura tecnica, così come non è da sottovalutare l'istinto di Gimenez nel farsi trovare nel posto giusto al momento giusto.


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Un Milan brutto ma vincente. Perché le critiche? Fino a due mesi fa…
Perché le critiche?
—Ma allora, dopo un lungo giro sui social, ci chiediamo: perché piovono critiche? In molti hanno mosso i propri dubbi sul lavoro, fatto finora, da Sergio Conceicao. Escluso il mercato invernale, il Milan non appare tanto diverso da quello di Paulo Fonseca, anzi. I rossoneri latitano nel gioco, appaiono fragili e vanno in enorme difficoltà contro quelle squadre che si chiudono a riccio. Insomma, non sembra esserci alcuna novità.
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Il Milan vive di fiammate, sull'onda di quella discontinuità tanto accusata in questa stagione. Manca intensità, manca ritmo, manca quell'aggressività tanto richiesta da Conceicao. Il cambio di passo, di conseguenza, arriva solo attraverso un'azione individuale (quella di Jimenez), la qualità del singolo (Leao) e la bravura di un attaccante da area di rigore (Gimenez). E poi? Poi il nulla. Il Milan rimbalza contro il muro del Verona, firma un assurdo numero di passaggi all'indietro e sbaglia quasi tutti i calci d'angolo a favore. Detto questo, le critiche lette e sentite appaiono come lecite, eppure c'è da sottolineare una cosa.
La concretezza richiesta
—Fino a due mesi fa, nel periodo di Fonseca, del calcio dominante e dei tanti gol presi in contropiede, i tifosi rossoneri chiedevano a gran voce un allenatore più pragmatico. Un profilo duro, capace di dare alla squadra una modellatura più verticale e concreta. Ora, non per spezzare una lancia a favore di Conceicao, ma il Milan che vuole il tecnico portoghese lo abbiamo già visto in Supercoppa e contro l'Inter in campionato. Una squadra corta, veloce e pungente.
Vincere 1-0 o 5-0 non importa, basta che si portino a casa i tre punti. Una filosofia tanto banale quanto chiara ma che, in questo preciso momento, è assolutamente fondamentale. Il Milan vive una stagione di tanti bassi e pochi alti, è occupato in una difficile rincorsa europea, ha da ribaltare un risultato contro il Feyenoord e una semifinale di Coppa Italia ancora da giocare. Cosa possiamo chiedere di più a Conceicao? Un allenatore arrivato in fretta e furia e con pochissimo tempo a disposizione a causa di un calendario pieno di impegni.
Per vedere, in modo chiaro, la sua impronta sulla squadra, dovremo attendere l'estate, quando Conceicao avrà tutto il tempo per focalizzarsi sul piano tecnico e tattico. Urlare allo scandalo e richiedere un gioco spumeggiante è da pazzi. Sottolineare le differenze e rimpiangere Fonseca, poi, non è neanche commentabile. LEGGI ANCHE: Milan, il rebus di Theo Hernandez: cederlo o no? I tifosi si dividono
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