CHAMPIONS LEAGUE

Inter-Milan, Maldini: “Dybala più facile di De Ketelaere, ma …”

Paolo Maldini, dirigente del Milan (getty images)
Paolo Maldini, dirigente rossonero, ha parlato a 'Sky Sport' dopo il derby Inter-Milan, semifinale di ritorno di Champions League
Fabio Barera Redattore 

Paolo Maldini, direttore tecnico rossonero, ha parlato ai microfoni di 'Sky Sport' al termine del derby Inter-Milan, semifinale di ritorno di Champions League che si è svolta a 'San Siro'. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

La favola è finita sul più bello?“È normale che più vai avanti e più diventa bello, però dobbiamo essere consci del nostro livello. L’Inter ha meritato nelle due gare di andare in finale, malgrado questo il nostro percorso in Champions League è stato fantastico e inaspettato. Magari il fatto di aver perso con l’Inter fa sì che questa cosa venga vista come negativa, ma dobbiamo essere consci di non essere ancora pronti per competere su due fronti, e quello che diceva adesso Di Canio è vero, alcuni giocatori fanno davvero fatica a giocare ogni tre giorni. Dico sempre che i campioni riescono soprattutto a livello psicofisico a resettare e ripartire come se non avessero giocato tre giorni prima. In questo momento noi facciamo fatica”.

Serve una rosa più lunga?“È un discorso anche di tempo, questa era la prima Semifinale per tanti nostri giocatori. Nella prima gara siamo entrati con tanta paura e si è visto chiarissimamente, siamo stati quasi fortunati che la partita non si sia chiusa già nel primo tempo. Sono tutte esperienze. Io ricordo sempre da dove siamo partiti, a volte ci si dimentica, e si pensa che ci sia continuità dal Milan di Berlusconi. Non è così. C’è stato quel periodo che è stato molto duro, l’abbiamo fatto non facendo delle pazzie economiche ma con tanti tagli e tanti sacrifici, e devo dire che siamo comunque orgogliosi di essere qua”.

Bisogna aumentare il livello tecnico della squadra per competere in Europa:“Sì, abbiamo dei giocatori che devono crescere. Abbiamo dei 2001, 2000, lo stesso Leao è un 99. Quando ti appoggi su giocatori così che non hanno esperienza a questo livello anche la loro performance a volte ne risente, questo è chiaro. Poi non siamo in un periodo bellissimo, giochiamo meno bene rispetto all’anno scorso, dove abbiamo meritato di vincere il campionato contro questo Inter. Ma devo dire che tra Supercoppa e Champions League loro sono stati più bravi di noi”.

Sul mercato e De Ketelaere:“De Ketelaere è un esempio di giocatori che devono crescere, è normale. Sarebbe stato molto più semplice e molto meno oneroso per noi andare su un giocatore come Dybala all’inizio dell’anno. Ma sarebbe stato un acquisto giusto per il nostro progetto? Sarebbe stato giusto e condiviso dalla proprietà? No. Sappiamo che abbiamo un’idea e abbiamo la volontà di costruire una squadra giovane e talentuosa. Quando prendi ragazzi giovani si rischia, si rischia che facciano fatica. È stato così per Tonali il primo anno, è stato sicuramente così per Charles quest’anno, ma questa è la nostra idea di calcio, la nostra idea di come investire. È una cosa condivisa con la proprietà. Se avessi dovuto fare una formazione più forte oggi magari avrei fatto un altro tipo di mercato. Non è così perché abbiamo un progetto che stiamo sviluppando insieme. Ci vuole tempo, essendo sempre consci che siamo il Milan. Questo lo sappiamo, chi meglio di me lo può sapere che abbiamo sulle spalle una storia grandissima?”.

Perché siete sempre in prima pagina al top delle critiche quando il Milan non vince? “Non so se si ricorda del mio rapporto generale. Diciamo che io ho grande rispetto del lavoro della stampa ma l’equilibrio me lo devo trovare da solo, quello che succede e le cose reali che non sono influenzate dal momento le vediamo noi. Prendere le responsabilità è una bella cosa, a me è sempre piaciuto”.

Su Origi e il mercato degli attaccanti: “Origi ha tutto per essere un grande calciatore. Ha fisico, tecnica, velocità, tiro, destro, sinistro. Effettivamente fa fatica a determinare nella zona della porta avversaria, e questo è un problema perché è un attaccante. Sinceramente ci aspettiamo tantissimo da lui, l’abbiamo preso a parametro zero ma è stato un investimento importante dal punto di vista del salario. Guardandolo in allenamento sappiamo quello che può fare, è un altro esempio di un giocatore esperto ma che comunque non è riuscito a dare quello che ci aspettavamo. L’abbiamo preso per essere un’alternativa a Giroud, questo era un pensiero che avevamo avuto”.

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